36 parassiti

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Nel quadro ho raffigurato un agglomerato di gesticolazioni differenti, ogni mano esprime una sensazione diversa lasciando un’impronta rituale, conservando  un’intera sezione di fraseologia più o meno accentuata. Ciò che salta all’occhio è la mano centrale. Avendo un colore, a differenza delle altre, trasmette stereotipicamente il significato del rosso e del blu. Il primo spesso è attribuito al colore del sangue o del fuoco, rappresenta la forza vitale. il secondo, il blu, rappresenta il colore dell’Anima, l’acqua calma e profonda, la lealtà, l’acutezza meditativa. Questi colori rispecchiano la volontà della mano centrale, che INDICA. Questo non è un gesto che serve a noi stessi, ma a far notare qualcosa a qualcun altro. Essa indica la fonte di luce che tuttavia noi non vediamo e della quale si illuminano passivamente le mani che sembrano non vederla (quelle grigie). Ecco perché anche se contassimo le mani disegnate non arriveremmo mai al numero indicato nel titolo, esse sono 34.  le rimanenti 2 sono di chi osserva il quadro.

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Comunque il nome del quadro stona con il soggetto, poiché se il titolo non ci fosse, a noi sembrerebbe la mano centrale il soggetto stesso. ma essa non è calcolata da nessuno e i parassiti attorno che la limitano e la trattengono, si appropriano anche del titolo.  Il quadro l’ho pensato e realizzato in 2 anni. Ciò che sembra una disposizione casuale è invece il frutto di un’attenta “unione dei puntini” attraverso la sezione aurea. beh, non spiego altro mi sono stancato e mi fa male la schiena.

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